La Trexenta e i suoi dintorni

L’Hotel Mater Mediterranea si trova all’interno dell’abitato di Senorbì. A pochi passi potrete trovare il parco Padre Pio che offre giochi per i più piccoli e la possibilità di rilassarsi all’aperto.

In caso non vi vogliate spostare, nella stessa struttura dell’Hotel potrete trovare un Supermarket, un bar e un ristorante.

A Senorbì sono presenti numerosi ristoranti, pizzerie e bar dove potrete gustare dai piatti tipici sardi sino alle specialità asiatiche. Non esitate a chiederci consiglio, sapremo consigliarvi in base alle vostre esigenze.

Di seguito, vi elencheremo alcune delle attrattive che potrete visitare in Trexenta o nelle sue vicinanze!

Museo 'Sa Domu Nosta'

Il museo raccoglie le testimonianze archeologiche provenienti da un territorio abitato sin dall’età preistorica ma profondamente modificato dalla politica latifondista di Cartagine.

Il pezzo forte della collezione è costituito dagli scarabei e dalle oreficerie.

Il museo ha sede in un’antica casa padronale. È dedicato all’archeologia della Trexenta e documenta la continuità dell’insediamento dal Neolitico recente all’età medioevale.

I reperti provengono sia da abitati sia da necropoli e comprendono manufatti fittili e litici delle culture prenuragiche della Sardegna.

I corredi funerari sono costituiti da anfore, brocche, coppe, piatti, lucerne e bruciaprofumi, ma sopratutto da monili in oro, argento, bronzo e ferro, alcuni dei quali di pregevole fattura. Numerose le collane e gli amuleti in pietra dura, avorio, vetro, pasta di talco e pasta vitrea, e gli scarabei in corniola e diaspro verde.

La necropoli di Monte Luna

Tra il V e il III secolo a.C. i Punici abitarono la sommità della collina di Santu Teru e realizzarono la necropoli di Monte Luna, oggi parco archeologico, a pochi chilometri dall’abitato di Senorbì. Nella maggior parte dei casi sono sepolcri a camera ipogeica, con pozzo verticale d’accesso. La realizzazione delle camere, scavate nella tenera roccia calcarea, a sud della collina, non sembra aver seguito un preciso orientamento, quanto piuttosto il naturale sviluppo del costone roccioso.
Durante le campagne archeologiche condotte a partire dalla fine degli anni ’70 sono state rinvenute circa 120 tombe nell’area sud-occidentale.
Gli scavi hanno restituito interessanti e ricchi corredi: le forme vascolari e gli oggetti testimoniano, come in altri centri dell’isola, i numerosi contatti culturali e commerciali con le genti greche, sia delle colonie d’occidente che della madre patria. Tra i ricchi corredi, spiccano oggetti in oro, argento e bronzo di pregevole fattura, collane e amuleti in diaspro, pietra dura, avorio e pasta vitrea. Bellissimi gli scarabei, che recano incise sulla base immagini divine egittizzanti o eroi della tradizione greca. I pozzi d’accesso ai sepolcri, profondi da uno a sei metri si aprono su camere singole o doppie  e mostrano tracce di intonaco con decorazione a fasce di pittura fresca.  All’inumazione in camera ipogeica si affianca e si sostituisce, tra la fine del IV e il III secolo, la realizzaione di sepolcri a fossa e la deposizione in urne di terracotta, con prevalenza del rito ad incinerazione. Le mutate usanze funerarie testimoniano l’inizio della romanizzazione dell’area, che accomuna l’abitato di Santu Teru ai contemporanei centri della Trexenta, e dell’intera Sardegna.

Chiesetta campestre di Santa Mariedda

La chiesetta campestre di Santa Mariedda è un delizioso edificio di origine romanica, edificato verso la fine del XIII secolo e che faceva parte di Segolaj, un villaggio medievale ormai scomparso: di quell’insediamento è rimasta solo la chiesetta di Santa Mariedda. Questa costruzione religiosa, oltre alla parte romanica realizzata con blocchi squadrati di arenaria ordinatamente disposti, presenta una zona con pietre più irregolari, costruita in una seconda fase edilizia. L’insieme è caratteristico e piacevole, reso ancor più accattivante dalla presenza di un grande campanile a vela.

Radiotelescopio più grande d’Europa.

A pochi Km di distanza potrete visitare il radiotelescopio più grande d’Europa.

Lo strumento ha il nome di Sardinia Radio Telescope ed è un’antenna parabolica alta come un palazzo di 20 piani, con un diametro di 64 metri.

Il radiotelescopo, inoltre, non è solo il più grande del suo genere nel Vecchio Continente ma è anche il secondo al mondo: davanti ad esso solo il Green Bank Telescope che si trova in Virginia, negli Stati Uniti d’America, il cui diametro è di 100 metri.

Il telescopio sardo, costruito con 3mila tonnellate d’acciaio, è stato finanziato dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalla Regione Sardegna.

Il telescopio ha vari e suggestivi obiettivo, tra cui individuare eventuali segni di vita extraterrestre e segnali per capire com’era l’universo nella sua fase primordiale.

Nuraghe Arrubiu Orroli

Il NURAGHE ARRUBIU è uno tra i siti archeologici più importanti della Sardegna. Il monumento è detto anche Gigante Rosso per le sue dimensioni, infatti ricopre un area di quasi un ettaro ed è composto da più di 20 torri. La struttura ha un bellissimo bastione con cinque torri che circondano l’imponente mastio che conserva ancora integra la caratteristica copertura a tholos. La datazione del nuraghe si è potuta dare grazie al prezioso rinvenimento di una ceramica molto importante ,un alabastron miceneo datato al XIV sec a.c.. Le visite al monumento sono gestite tutto l’anno dalla coop. IS JANAS grazie a personale altamente qualifcato.

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